Data pubblicazione

Si svolgerà lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11.00, la presentazione presso la sede di Caritas Italiana (via Aurelia 796 - ROMA) del progetto Presidio 3.0. Come negli anni precedenti, l’obiettivo è quello di fare emergere, approfondire e monitorare, anche attraverso un database nazionale, il gravissimo fenomeno del caporalato al quale viene sottoposta la grande maggioranza dei lavoratori stagionali che arrivano e stanziano per periodi più o meno lunghi nelle campagne italiane. 

Dalla Sicilia al Piemonte, dunque, in un bacino di circa diecimila lavoratori in nero, decine di operatori e volontari cercano di dare una risposta alle tante persone che lavorano all’interno di sistemi altamente illegali di sfruttamento, abusi, soprusi e irregolarità. Attraverso Presidio a questi lavoratori viene assicurata oltre che una prossimità anche una tutela, un’azione di informazione capillare che permette loro di migliorare la propria posizione amministrativa, legale, sanitaria e quindi le stesse condizioni di vita. Le azioni capillari messe in campo dal progetto Presidio partono, dunque, dalla prossimità. 

Obiettivo di Presidio 3.0 è di continuare a garantire una presenza costante delle Caritas diocesane in molte aree del Paese per assistere i tanti lavoratori agricoli soggetti a forme di grave sfruttamento, ma anche quello di incontrare i territori per un confronto aperto su temi di straordinaria attualità.  In un momento storico nel quale il tema dei migranti e dell’immigrazione è sovente oggetto di forti strumentalizzazioni, Caritas Italiana, insieme alle Caritas diocesane, avverte l’urgenza di lavorare per promuovere sempre più diffusamente una cultura dei diritti umani collegati ai temi della legalità e della dignità del lavoro. 

Le tredici diocesi che aderiscono al progetto Presidio 3.0 - Saluzzo, Latina, Aversa, Capua, Caserta, Teggiano, Manfredonia, Cerignola, San Severo, Foggia, Nardò, Ragusa, Noto- saranno quindi impegnate in attività di sensibilizzazione e formazione, nonché di advocacy, organizzando eventi pubblici, con il coinvolgimento delle Istituzioni e del privato sociale, per rafforzare la consapevolezza sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Gli oltre 5.000 beneficiari incontrati nel corso delle precedenti 2 biennalità del progetto Presidio, continueranno a trovare nelle diocesi coinvolte luoghi di accoglienza, ascolto e accompagnamento legale, sanitario e sociale.  I 13 presidi, infatti, garantiranno per il prossimo biennio la loro attività ordinaria in quelle realtà dove, spesso, insistono grandi insediamenti informali, all’interno dei quali la grave emarginazione e la precarietà esistenziale sono purtroppo la norma.